Attenzione: verificare sempre l'idoneità degli ingredienti utilizzati cercando il claim "senza glutine" sulla confezione, o fare riferimento alla Spiga Barrata oppure controllare sul prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia.


La moda del senza glutine

a cura della dott.ssa Diana Soligo


Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un crescente aumento dei prodotti senza glutine sugli scaffali di alimentari e supermercati. Quello che prima era un tipo di alimento indirizzato ad una fascia di popolazione affetta da una patologia, e acquistabile quasi esclusivamente in farmacia, è ora diventato uno stile alimentare alternativo, una moda pubblicizzata dalle star di Hollywood e adottata da molte persone grazie anche al fatto che molte diete dimagranti di recente invenzione hanno escluso il glutine, additandolo come causa di eccesso di peso, di gonfiore o di malessere in generale. Ma ha davvero qualche vantaggio escludere il glutine dalla dieta? Vediamolo insieme.

Per prima cosa chiariamo che cos’è il glutine e dove si trova
Il glutine è un insieme di proteine presente nella maggior parte dei cereali (frumento, segale, orzo, avena, farro, spelta, kamut, triticale), indispensabile per ottenere la “maglia glutinica”, ovvero quell’effetto gommoso e malleabile che nasce quando impastiamo la farina con l’acqua e che ci permette di fare il pane o la pizza. Si può trovare anche aggiunto in prodotti industriali come zuppe pronte o sughi.
Quali sono le patologia legate all’assunzione di glutine?

Allergia

·       L’allergia è, per definizione, la presenza di anticorpi nel sangue che scatenano una reazione negativa esagerata e immediata dell’organismo (da pochi minuti ad un’ora dopo) all’introduzione di una determinata sostanza, anche se assunta in piccolissima dose. In genere si è allergici alle proteine del frumento, e non al glutine, e si tratta di una classica allergia alimentare.
·       La diagnosi si effettua con esame del sangue o con test cutaneo (Prick Test).
·       La terapia è l’esclusione del frumento dalla dieta, e solo in alcuni casi anche di altri cereali.

Celiachia
·       La Celiachia (o Malattia Celiaca) è una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. La conseguenza è un grave danno alla mucosa intestinale, che compromette l’assunzione di altri nutrienti. Colpisce in media 1 persona su 100.
·       I sintomi sono molto vari, i più classici sono diarrea, addome gonfio, stipsi, ma ci possono essere anche sintomi che nulla hanno a che vedere con l’intestino, come sintomi neurologici o la dermatite erpetiforme*.
·       La Celiachia non trattata può portare a complicanze anche gravi, come il linfoma intestinale.
·       L’unica terapia possibile è un’alimentazione completamente priva di glutine.

Sensibilità al glutine o NCGS (Sensibilità al Glutine Diversa dalla Celiachia)
·     Con il termine NCGS (Sensibilità al Glutine Diversa dalla Celiachia) si definisce una sindrome caratterizzata dalla presenza di sintomi intestinali ed extra intestinali (vedi tabella) correlati all’ingestione di alimenti contenenti glutine in soggetti in cui la celiachia e l’allergia alle proteine del frumento siano già state escluse. Queste persone traggono beneficio da una dieta senza glutine, mentre ripresentano i disturbi alla sua reintroduzione. Nonostante sia sempre più crescente il numero di persone che riferisce un quadro di questo tipo, molti esperti mettono in dubbio la reale esistenza di questa sindrome: il fatto che i disturbi (quasi tutti soggettivi) migliorino all’esclusione del glutine e peggiorino alla sua reintroduzione viene considerato, per la maggior parte dei casi, legato all’effetto placebo e nocebo** delle diete da eliminazione e provocazione. Ci sono ancora pochi studi sull’argomento e nessuno ha finora fornito una versione conclusiva. Sicuramente sono necessari ulteriori approfondimenti in merito.
·       Una cosa però è certa: molti di questi sintomi, se ci si rivolge ad un esperto evitando l’autodiagnosi e il fai da te, spesso nulla hanno a che fare con il glutine, semplicemente sono correlati ad una più comune sindrome del colon irritabile che colpisce in media 10 persone su 100, caratterizzata da dolori addominali, gonfiore e produzione di gas. Chi ne soffre trae beneficio da una dieta che riduca gli alimenti che causano il gonfiore (che possono essere anche diversi da persona a persona) o da una dieta priva di alimenti che contengono una gamma di molecole raggruppata sotto l’acronimo FODMAP (Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi e Polioli Fermentabili) cioè carboidrati difficili da digerire che troviamo nei cereali, ma anche in alimenti come le mele, il latte, le cipolle e molti altri.


 INTESTINALI
EXTRAINTESTINALI
Dolore addominale Astenia
Meteorismo Malessere generale
Flatulenza Cefalea
Borborigmi Depressione
Diarrea Ansietà
Stipsi Mente annebbiata
Nausea Stomatite aftosa
Eruttazioni Mialgie
Dolore epigastrico Eruzione cutanea
Tabella: alcuni sintomi attribuiti alla Gluten Sensitivity (NCGS)

Si può quindi affermare che escludere il glutine dalla dieta ha senso solo per chi soffre di celiachia o di sensibilità al glutine (diagnosticata da un medico), ed escludere il grano ha senso solo per chi è allergico. In tutti gli altri casi, escludere il glutine pensando di trarne un qualche vantaggio in termini di salute, è assolutamente errato. I cibi senza glutine non sono cibi più sani e non fanno dimagrire.
Il glutine è un complesso di proteine, non un veleno: spesso l’industria alimentare pubblicizza i prodotti senza glutine facendoci credere che siano migliori anche per un soggetto sano. Perché? Semplicemente per una questione di marketing. Se ci convincono che sono migliori, noi li compriamo. Chi soffre di celiachia, infatti, sa benissimo che non è necessario ricorrere ad alimenti industriali per mangiare senza glutine, esistono cereali che ne sono naturalmente privi come per esempio il riso e il mais, si possono mangiare patate, grano saraceno e quinoa, ci si può fare il pane in casa con una banalissima macchina per il pane e una farina priva di glutine, si possono fare dolci e biscotti. Non è necessario acquistare prodotti specifici. Spesso, anzi, i prodotti senza glutine industriali sono di gran lunga meno salutari dei loro colleghi “normali”, perché per renderli più appetibili sono aggiunti di grassi e zuccheri.
Per concludere è importante sottolineare come escludere il glutine a priori possa essere molto pericoloso perché impedisce di diagnosticare la malattia nel caso in cui sia presente: la diagnosi di celiachia può essere fatta solo se si sta assumendo il glutine. Solo così si può verificare il danno che il glutine fa alla mucosa intestinale.


Fonte:

http://www.celiachia.it/


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