Attenzione: verificare sempre l'idoneità degli ingredienti utilizzati cercando il claim "senza glutine" sulla confezione, o fare riferimento alla Spiga Barrata oppure controllare sul prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia.


Dimensione delle porzioni e obesità

31 agosto 2016


a cura di Lucia Camporese, psicologa-psicoterapeuta AIDAP Padova


La prevalenza globale di sovrappeso, obesità e le malattie croniche associate continua ad aumentare. Le raccomandazioni dietetiche per la gestione del peso e la prevenzione delle complicanze, che includono l’incremento  di frutta e verdure e la riduzione dell’ingestione di zuccheri aggiunti, grassi saturi e sale, non sono riuscite ad essere adottate con successo dalla maggior parte della popolazione occidentale.
Uno studio recente ha analizzato l’impatto di diverse strategie che potrebbero essere potenzialmente applicate per ridurre la scelta di certi tipi di cibi in adulti e bambini. Quest’ultima ricerca tra le varie strategie individuate, ha confermato che la riduzione delle porzioni di cibo assunto è una strategia efficace.
La grandezza delle dimensioni delle porzioni nel promuovere  sovrappeso e obesità è stata soggetto di intense ricerche. Il trend di aumento della dimensione delle porzioni è iniziata alla fine degli anni ’70 e ha avuto un notevole incremento da allora. Questo dato è ben  documentato negli Stati Uniti, dove la grandezza delle porzioni di numerosi cibi prodotti, specialmente quelli ad alta densità energetica, sono aumentate in ristoranti e catene di fast food.
La dimensione delle porzioni di cibo è una chiave di lettura ambientale importante per capire come l’assunzione di energia in porzioni di cibo più grandi di quelle appropriate possa incrementare il rischio di prendere peso.
Molti studi controllati hanno dimostrato negli ultimi anni che la grandezza delle porzioni ha un potente e proporzionato effetto sulla quantità globale di cibo consumato. Di particolare importanza è il dato che esiste una forte associazione tra il cibo ingerito in eccesso e l’associazione  con grandi porzioni che vengono stimolate proprio da una riduzione compensativa di apporto energetico. Questa relazione positiva tra la grandezza della porzione e l’assunzione di energia è stata dimostrata per differenti tipi di cibo e bevande ed in particolare è molto pronunciata con cibi ad alta densità energetica. La predisposizione a mangiare in eccesso in risposta a grandi porzioni assunte sembra essere pervasiva e si  verifica indipendentemente da caratteristiche demografiche come lo stato socioeconomico, età, indice di massa corporea e sesso. La tendenza nel corso dei secoli verso una maggiore disponibilità di grandi porzioni si è abbinata con la dimensione e con il prezzo, distorcendo le norme di consumo e la percezione di qual’ è la quantità appropriata da mangiare.
Tuttavia, sebbene un nesso causale diretto tra le dimensioni delle porzioni e l’obesità rimane da stabilire, si consiglia di moderare la grandezza delle porzioni, in particolare di quelle ad alta densità energetica che attualmente è la componente più importante della maggior parte delle indicazioni di gestione del peso.
Sebbene molte strategie sono state proposte per contrastare il deleterio effetto della grandezza delle porzioni, ci sono ancora pochi dati  che possono indicare  quali hanno più probabilità di essere accettate ed applicate dalla popolazione a medio e lungo termine.
C’è bisogno di ulteriori ricerche per stabilire quali tipi di interventi possano essere mirati alla riduzione delle dimensioni delle porzioni con efficacia.

Referenze:

-       Grieger, J. A.,  Wycherley,T.P, Johnson, B.J., Golley, R.K. (2016). Discrete strategies to reduce intake of discretionary food choices: a scoping review. International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity. 13:57.DOI 10.1186/s12966-016-0380-z

-       Livingstone M.B.E., Pourshahidi, L.K. Portion Size and Obesity. Adv Nutr 2014;5:829–834.

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